I migliori esempi di collaborazione aziendale nel 2018

Bobby Beckmann, CTO, Lifesize
Data: 13 marzo 2018

Ciao a tutti e benvenuti a Lifesize Live!, lo show live sul web prodotto interamente tramite la piattaforma Lifesize.

Io sono Julian Fields e qui con me oggi c'è Bobby Beckmann, il nostro CTO, che ci parlerà delle tendenze future nel settore delle videoconferenze. Hai preparato la sfera di cristallo?

Sì, sono pronto per la mia piccola magia.

Sentiamo.

Ciao a tutti. Oggi vorrei parlarvi di un paio di cose: anzitutto vorrei affrontare un argomento onnipresente in questo contesto, vale a dire l'impatto dell'IA nelle sale riunioni. Quando si pensa all'intelligenza artificiale, in genere la gente immagina ammennicoli fantascientifici, robot o altri oggetti spaventosi. La realtà è molto più semplice. In genere, il passaggio all'IA non comporta una trasformazione radicale, in cui ci si ritrova improvvisamente circondati da sistemi e oggetti intelligenti. Anzi, sono necessarie molte fasi e migliorie graduali per ottenere grandi cambiamenti. Ci sono due aspetti chiave dell'IA che secondo me avranno un impatto importante nelle nostre sale riunioni: il primo è la visione artificiale. Si tratta di una componente interessante, che può rivelarsi utile in diversi casi, per esempio per controllare i partecipanti a una chiamata ed estrapolare dati e statistiche che li riguardano in tempo reale. Immaginiamo una classe virtuale con un professore che si rivolge a 50 studenti contemporaneamente. Lui non potrà mai valutare il coinvolgimento di ogni singolo partecipante alla sua lezione. In una classe vera, potrebbe sentire il brusio e capire se stanno prestando attenzione, ma in un contesto virtuale è difficile capire chi partecipa attivamente e chi no. Sarebbe interessante quindi disporre di una sorta di servizio che possa scattare una foto dei partecipanti e informarti immediatamente sul loro stato d'animo: sono contenti, scontenti, annoiati, arrabbiati o irritati per qualcosa che hai detto?

Un po' come il rilevamento del sorriso.

Esatto. Provate a immaginare: vi trovate davanti allo schermo, in collegamento con 50 persone, e qui a destra avete un'indicazione in tempo reale sull'andamento di questa chiamata o videochiamata. In base a queste informazioni potete decidere di modificare il vostro intervento, oppure cambiare il mio modo di interagire con i singoli in altri contesti. Se siete rappresentanti e fate spesso chiamate di questo genere, potete valutare lo stato d'animo dei clienti, capire con quale velocità acquistano o quanto spendono a seconda di quel coinvolgimento emotivo iniziale, anziché vendere una serie di funzioni alla cieca.

Sembra un vantaggio importante. Insomma, organizzare un meeting con il proprio team e cercare di coinvolgerne il più possibile i membri è una cosa. Ma interagire con un potenziale cliente e poter prendere decisioni in base al suo comportamento è ben diverso!

Sì, i vantaggi e il ROI sono reali. Sarà una sfida interessante da affrontare, e di fatto credo esistano già delle funzioni che consentono di scattare diapositive, inviarle a grandi servizi nel cloud e ottenere parecchi dati riguardo a chi viene inquadrato in quel momento e di che umore è o come si sente.

Sì.

Un altro aspetto importante della visione artificiale riguarda la possibilità di sapere cosa c'è nella stanza. Realizzare videocamere per lavagne interattive e condividere i dati in diversi modi richiede molto lavoro. Ma con un paio di videocamere si può avere una panoramica di tutta la stanza. Se si ha a disposizione una lavagna interattiva, nulla impedisce di prendere i relativi dati, modificarli e usarli per una presentazione. In questo modo, si possono tenere presentazioni o conferenze in maniera molto più semplice, perché grazie a queste operazioni automatizzate si può evitare di doversi alzare, andare a premere l'interruttore e puntare una videocamera nella direzione desiderata o girarne una seconda, rischiando che qualcuno dimentichi di rimettere a posto l'inquadratura, lasciando metà delle persone fuori dal video, o che si sentano frasi come "Ora sto riprendendo la lavagna interattiva quindi non vedete cosa faccio".

In pratica questa tecnologia ricostruisce le informazioni e contribuisce a conservarle, in modo da non dover scattare foto alla fine del meeting.

Sì, diventa parte del meeting e di un'eventuale registrazione. Lo trovo molto interessante. Quando si comincia ad avere a che fare con alcune delle funzionalità più recondite della visione artificiale, si ha subito a che fare con l'identificazione delle persone presenti: poter entrare in una stanza e capire immediatamente chi c'è all'interno. Immagina di avere un meeting con dieci persone, che conosci singolarmente o di cui conosci il titolare. Quando entri nella stanza non devi fare niente: la visione artificiale sa immediatamente chi sei, la videocamera compare sullo schermo, ti riconosce e si può iniziare il meeting senza dover fare nulla.

Abbiamo parlato molto di conferenze audio, in cui spesso si sentono frasi quali "Tizio si è unito al meeting" oppure "Chi è appena entrato?" ripetute di continuo. Grazie a questa tecnologia, invece, a quanto pare è possibile evitare questi passaggi e vedere esattamente chi è presente al meeting.

Sì, quando ci sono singoli partecipanti su Lifesize è possibile vederli tutti. Quando però vedi una sala conferenze con dieci persone e ne conosci soltanto tre, sarebbe fantastico poter passare il mouse sopra ogni singolo partecipante e ottenere qualche informazione su di lui o lei. In questo modo potrei identificarli e magari veder comparire il loro profilo di LinkedIn.

Un altro strumento utile per gli addetti alle vendite!

Sì, per sapere a chi si stanno rivolgendo, se si tratta di un buyer o di una persona che può creare qualche difficoltà.

Oppure se in sala c'è il CTO, che vuole conoscere altre funzioni interessanti del programma.

Esatto. Sulla visione credo di aver detto tutto. Secondo me diventerà una delle tendenze più seguite, e in parte lo si capisce già da ora: le funzioni in tempo reale esistono già, basterà soltanto integrarle, scoprire come impiegarle al meglio e distribuirle. L'altra faccia dell'IA riguarda la voce e la trascrizione, tendenze che stanno prendendo sempre più piede e per cui esistono già molti sistemi virtuali. Conosciamo tutti i vari strumenti tipo Alexa, che ti consentono di esprimere un comando e ricevere una risposta. Credo che in futuro sistemi come questo saranno in grado di seguire interi meeting. Potremo invitarli, farli partecipare e ascoltare, fino a fargli individuare azioni da intraprendere. Insomma, saranno loro ad agire. Se sentiranno un partecipante dire: "Mandami questa presentazione" potranno veramente distribuire la presentazione a tutti.

Fantastico!

Questi sistemi sono in grado di ascoltare ed eseguire comandi. Se c'è qualcosa di interessante, per esempio, gli si può chiedere di registrarlo o tenerlo a mente. Lo strumento estrapolerà quella parte del meeting per consentire di rileggere gli appunti e rivedere i punti da ricordare in un secondo momento. Oppure può trascrivere all'istante il meeting, rendendolo ricercabile.

E forse anche consigliabile.

Esatto.

“Qui si parlava di questo argomento” oppure “Hai appena assistito a un meeting su questo argomento. Vuoi saperne di più?”

Giusto. Quindi una volta che si è in grado di cercare degli argomenti e categorizzarli, si può iniziare ad analizzarli e approfondirli come con un testo scritto, trasformandoli in un'altra fonte di dati.

Un gran miglioramento in termini di produttività.

Sì, esatto. Secondo me semplificherà le cose e renderà i meeting più efficienti. Nessuno vuole partecipare a tante riunioni senza una vera ragione, quindi è utile poter assistere a un meeting e avere a disposizione degli elementi su cui lavorare, per tornarci su in seguito e dire: “Questo meeting è stato interessante, sono felice di aver partecipato”.

Il sistema assegna anche una valutazione ai meeting, per sfogliare l'archivio secondo questo criterio. Forte, no? Anzi, fantastico.

Sì, ci sono un sacco di cose fantastiche in serbo per noi: e non avverranno nel 2025, ma quest'anno, nel 2018.

Certo.

Insomma, l'IA è eccezionale, ma bisogna che le cose funzionino. L'interoperabilità è la nostra più grande iniziativa. Tutti abbiamo dispositivi nuovissimi, o vecchi ma incredibilmente validi, e nessuno vuole abbandonarne l'infrastruttura, ma utilizzarla. Una delle maggiori sfide per noi, quest'anno, sarà far funzionare tutti questi strumenti in connessione tra loro. Spesso l'interoperabilità iniziale funziona a malapena: sì, forse mi unisco alla chiamata se riesco a far funzionare questa cosa nei prossimi dieci minuti.

Interoperabilità con funzioni limitate.

Il nostro obiettivo è arrivare a un punto in cui si usano sempre gli strumenti Lifesize, perché ci piace Lifesize, ma sappiamo che esistono molti altri strumenti e, se preferite quelli, vogliamo che funzionino anch'essi. Vogliamo che la vostra esperienza di meeting sia eccezionale, indipendentemente da cosa utilizzate. E questo vale per qualsiasi collaborazione, perché non si sa mai che sistemi usano i vari partecipanti. Se io uso un codec di dieci anni fa, uno usa il cellulare e un altro è connesso dal portatile in vacanza, il meeting non deve comunque interrompersi. Ho sentito di un tizio che era su una pista da sci, e si è connesso alla riunione senza alcun problema. L'interoperabilità fra tutti i dispositivi, nuovi, vecchi e in modi diversi, è essenziale per noi di Lifesize e penso che nel 2018 diventerà una realtà. Che altro? C'è il 4K.

Il 4K è facile da reperire e acquistare, è incredibile ma sulla scrivania ho uno schermo in 4K ed è costato solo 500 dollari. Per anni ho desiderato un monitor Apple cinema, perché era la "Cadillac" di questo settore, ma oggi non sembra più così speciale. Questo era un banale monitor da 500 dollari, ma è bellissimo e penso che presto lo vedremo ovunque. La nostra direzione è il 4K. Vogliamo vedere presentazioni in 4K con videocamere in 4K, perché man mano che questi monitor vengono distribuiti, bisognerà utilizzarli. E l'unico modo per giustificarli è avere delle ottime fonti.

Dopo la possibilità di comunicare guardandosi in faccia, il prossimo passo sarà la possibilità di vedere ogni singolo poro del volto del nostro interlocutore.

Esatto. A volte ci verrà da dire: “Sarebbe stato meglio non vederlo”, ma è davvero strepitoso. Abbiamo visto degli esempi di meeting in 4K e i dettagli fanno la differenza. Spesso scherziamo dicendo: “Sei sicuro di voler vedere quella persona in 4K?” Ma è sorprendente riuscire a vedere una stanza nel dettaglio in maniera cristallina, apprezzando i singoli dettagli attorno a una persona, che rendono l'ambiente più reale. È un bel salto in avanti. Oggi ricordiamo a malapena il balzo in avanti dell'HD perché ora vediamo tutto così, ma quando capita di guardare un video sportivo di qualche anno fa, viene da pensare: “Era veramente il 2001?”

“Come facevano a sapere che è stato lui a fare il primo passo?”

“Come facevano a guardare quella roba?” I video in 4K sembrano perfetti e bellissimi su qualsiasi schermo, ma vedere le fonti in 4K su un monitor in 4K è una cosa incredibile. Si arriva veramente a un'esperienza perfetta oltre ogni dire.

Credo che il tempo a nostra disposizione stia finendo. Vuoi aggiungere qualcosa sulle tendenze di quest'anno, prima di lasciarci?

Credo che molte aziende stiano realizzando cose eccezionali e Lifesize è una di queste. E trovo bellissimo voler scoprire queste cose eccezionali e volerle far funzionare insieme. Penso che ci saranno grandi progressi su larga scala. Essere parte di questi cambiamenti e fare progetti per qualcosa di nuovo per il 2018 è sempre stimolante.

Grazie per essere stato con noi oggi. E dal momento che per quest'anno non hai menzionato teletrasporto, vediamo di sfruttare al meglio le videoconferenze. Approfittatene! E approfittate di tutto ciò che di buono porterà questo 2018.

Ci stiamo lavorando, comunque.

Ah, fantastici i nostri team!

Sì, ma manca ancora qualcosina...

Grazie a tutti. Alla prossima.

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